La cucina è DONNA

8marzo

Ebbene sì, la cucina è donna.
Innanzitutto il sostantivo è femminile, come moltissimi termini culinari.
A parte questa banale considerazione, fermatevi un attimo; se vi chiedo di pensare alla parola cucina, cosa vi viene in mente? Esatto!
Pensiamo alla cucina di casa, e lì immaginiamo nella maggior parte dei casi nostra madre affaccendata a preparare dei piatti succulenti.
Poi si sa: la cucina della mamma è insostituibile!
C’è sempre quel sapore, quel profumo, quel non so che, che noi cuochi (uomini) non riusciamo a raggiungere. Sarà il cosiddetto ingrediente segreto?
È anche vero che se pensiamo alla cucina nell’ambito ristorativo, ci vengono in mente solo i grandi chef (uomini), o comunque immaginiamo sempre il sesso “forte” dietro ai fornelli.
Il mondo della ristorazione, in particolare quello della cucina, è senza dubbio un mondo “maschio”, nel senso che fisicamente è sicuramente un lavoro pesante, logorante, e forse anche per questo negli anni si sono sempre affermati più uomini che donne.
Anche se negli ultimi anni molti chef donne si sono affermate nell’ambito dell’alta ristorazione, come ad esempio Nadia Santini, Antonia Klugmann, Iside De Cesare, Loretta Fanella e tante altre, che con caparbietà e sacrificio, cercano di imporsi in un mondo prettamente maschile.
Però se ci pensiamo un attimo, il punto di partenza credo sia uguale per tutti.
Si parte dalla cucina di casa, dal vedere le nostre nonne, mamme, sorelle, affaccendarsi dietro ai fornelli, con ricette più o meno creative, o tramandate di generazione in generazione.
Lo spunto, l’input, ci arriva sempre da lì.
Dai ricordi che abbiamo, da quella cosa che “come la fa la mia mamma non la fa nessuno”.
Da quei sapori che a volte ci sembrano banali, consueti, ripetuti, ma che se analizziamo per bene sono fatti da accostamenti sorprendenti.
Pensate alla “brasciola” della domenica, tipica pugliese.
Buona, buonissima, ma sicuramente per molti è di routine.
Analizziamo gli ingredienti: carne (di cavallo), pomodoro, prezzemolo, lardo, uva passa, pecorino, aglio (o cipolla), e qualcuno osa con della scorzetta di limone.
In questo piatto ci sono dei sapori nettamente contrastanti tra loro, ma se amalgamati in maniera sapiente diventano qualcosa di unico; se ci dovessi provare non mi avvicinerei mai al sapore che mia nonna prima, e mia madre poi, riescono a mettere in questo piatto.
Credo anche che il palato e l’olfatto femminile siano da sempre più sviluppati di quelli maschili, perché sono molto più propense a odorare, assaggiare, cercare nuovi sapori, profumi etc.
L’8 marzo si festeggia la Donna, e che ci piaccia o no, uomini, va celebrata!!!

“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.”

William Shakespeare

Senza di loro, nulla avrebbe senso.
A presto.

Leave a reply