L’ eleganza del carciofo

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Oggi vi posto un paio di ricette semplici e appetitose per gustare al meglio i carciofi.
La prima ricetta è un carpaccio di manzo marinato alla birra, con carciofi croccanti e noci.
Tranquilli, realizzare il carpaccio è più semplice di quanto voi crediate.
La seconda è una panzanella con carciofi, gamberi e lime.
Sono due ottimi antipasti, della nuova collezione primavera/estate
Let’s go!

Carpaccio di manzo marinato alla birra, carciofi croccanti e noci;

Ingredienti per 6 persone:
300 g di manzo;
3 carciofi;
50g di noci sgusciate;
1 spicchio d’aglio;
1 limone;
1 bottiglia di birra da 33 cl (possibilmente rossa o doppio malto)
Mix di Erbe aromatiche;
1 radice di zenzero fresco;
Olio, sale e pepe q.b

Chiedete al vostro macellaio di fiducia un pezzo di manzo per il carpaccio.
Compratene un pezzo unico da 300 g circa, non già affettato, altrimenti la marinatura rischia di cuocere troppo la vostra carne.
In un contenitore capiente inserite il vostro pezzo di manzo, se ne avete la possibilità legatelo come per un arrosto.
Aggiungete la birra, le erbette aromatiche, la scorza di mezzo limone, un filo d’olio, del pepe in grani, e qualche pezzo di zenzero precedentemente pulito.
Lasciate marinare nel liquido per circa 6 ore.
Non vi allarmate se la parte esterna della carne inizierà ad ossidarsi, L’acidità della birra sta “cuocendo” il vostro pezzo di carne, è assolutamente normale.
Mentre la carne marina, pulite i vostri carciofi, eliminando le brattee esterne arrivando fino al cuore.
Eliminate la parte legnosa del gambo, tagliate a metà il carciofo ed eliminate la barbetta interna.
Mettete i carciofi in acqua gassata o acqua leggermente acidula.
Non conditeli troppo tempo prima, ma solo all’ultimo istante, altrimenti il succo di limone cuocerà i vostri carciofi che perderanno gusto e croccantezza.
Tostate in forno o in padella antiaderente i gherigli di noce.
Terminata la marinatura, estraete il pezzo di carne dal liquido, asciugatelo e tagliatelo a fette più o meno sottili.
Battete le fette di carne tra due fogli di carta forno, sino ad ottenere delle fette sottili.
Scolate ed asciugate i carciofi, tagliateli a julienne sottilissima, conditeli con olio, sale, pepe, qualche goccia di succo di limone, e se volete una grattugiata di zenzero fresco.
Salate e pepate la carne, disponetela in un piatto da portata e completate con i carciofi, le noci, e un filo d’olio.
Potete sostituire il manzo, con un carpaccio di pesce, della bresaola, o anche della fesa di tacchino arrosto.
P.s. La spesa per questo antipasto è di circa 12 euro.

Panzanella di carciofi, gamberi e lime;

Ingredienti per sei persone:
200 g di pane raffermo;
12 gamberi di media grandezza;
3 carciofi;
200 g di pomodorini (della varietà pachino o piccadilly);
1 spicchio d’aglio;
5 foglie di basilico;
1 lime;
Olio, sale e pepe q.b.

Se possibile acquistate dei gamberi freschi, oppure un buon surgelato, che lascerete scongelare 24 ore in frigorifero.
Eliminate la crosta del pane se presente, tagliatelo a cubetti non molto piccoli, e inumiditelo con acqua e qualche goccia di aceto.
Strizzate il pane e in una bowl capiente condite il pane con i pomodorini precedentemente lavati e tagliati, qualche foglia di basilico tagliata a julienne, sale, olio, e un’abbondante macinata di pepe fresco.
Lavate e mondate i carciofi, tagliateli a julienne e teneteli in acqua acidula o gassata.
Pulite i gamberi, eliminando il carapace, la testa e le budella.
Scottateli per pochi secondi in abbondante acqua, appena cambieranno colore scolateli e raffreddateli in acqua e ghiaccio.
Asciugate i gamberi, conditeli con olio, sale, pepe, una grattugiata di lime (solo la buccia e solo la parte verde), e il restante basilico tagliato a julienne.
Procedete nello stesso modo con in carciofi e aggiungeteli alla panzanella.
Con un coppapasta create in un piatto da portata la base con la panzanella, alta più o meno 5 cm, inserite i gamberi e sformate.
Un filo d’olio a completare et voilá… Bon appetit!
P.s. Il totale della spesa per questo antipasto è di circa 10 €.

Carciofini mon amour

carciofi
Siamo a Marzo ormai, la primavera è alle porte, almeno si spera.
In questo mese a farla da padrone sono sicuramente loro.
Li vediamo ovunque. Freschi, gustosi, croccanti, i re indiscussi sono i carciofi.
Mercati e supermercati ne sono pieni. Hanno un costo accessibile (e tra una settimana ancora di più!) e una resa notevole.
Fanno parte della stessa famiglia dei cardi, anche se a differenza di questi ultimi non crescono spontanei, ma solo attraverso la coltura.
Ai carciofi vengono attribuite grandi proprietà antiossidanti e diuretiche, sono ricchi di proteine (più dei carboidrati) e di fibre, mentre quasi nulla è la presenza di lipidi.
La cinarina contenuta nelle foglie, aiuta la disintossicazione del fegato e la si può estrarre anche semplicemente per infusione.
Tra i pochi difetti di questo ortaggio ci sono sicuramente la pulizia non molto agevole e la quasi immediata ossidazione.
Per pulire un carciofo partite eliminando le brattee (impropriamente chiamate foglie) esterne, e arrivate alla parte tenera del cuore. Eliminate anche la barbetta interna, molto fastidiosa se masticata, e la parte legnosa del gambo; un rimedio efficace per evitare l’ossidazione veloce è quello di immergere i carciofi in acqua acidula (limone o aceto vanno benissimo), ma se non gradite il sapore leggermente acido che assorbono, potete immergerli in acqua gassata. L’anidride carbonica presente eviterà l’ossidazione ;)
Come cuocerli!?
Molte sono le modalità per consumare i nostri carciofi, crudi o cotti che siano.
Le ricette tradizionali li vedono protagonisti in pastella, alla giudea, gratinati o ripieni.
Io li preferisco crudi, tagliati sottilissimi, conditi con olio, sale, pepe e qualche goccia di succo di limone.
Sono perfetti da consumare soli, in un’insalata, per accompagnare un buon carpaccio di pesce o una tartare di gamberi.
Sono gustosissimi in una panzanella o per sostituire la rucola abbinandoli ad un carpaccio di carne o bresaola con il grana a scaglie.
Ottimi in un primo con vongole e basilico o con un risotto allo zafferano.
Volete osare?!
Provateli con il curry o con la liquirizia…
Bon appetit!

A cena!?… Broccoli!!!!

Salmone arrostito ai semi di chia, con crema di broccoli al curry
salmone e broccoli

Oggi vi posto un’idea semplice per un secondo piatto molto gustoso.
Ingredienti per 4 persone:

4 tranci di salmone fresco da 150g;
1 cima di broccolo;
1 spicchio d’aglio;
50g di semi di chia;
1 pizzico di curry;
Olio evo, sale e pepe q.b;
Un rametto di timo fresco;

Procedimento:
Spesso quando acquistiamo il salmone, il nostro pescivendolo taglia i tranci lasciando la lisca centrale… Chiedete alla vostra pescheria di fiducia di sfilettare il salmone, squamarlo e tagliare dei tranci dalla baffa del peso di circa 150g, in modo che possiate arrostirlo dalla parte della pelle, rendendola croccante e gustosa.
Pulite e lavate la cima del broccolo; il fusto, molto spesso scartato, potete utilizzarlo per la crema.
Eliminate la parte esterna e legnosa del fusto, e tagliatelo a cubetti;
In una padella precedentemente scaldata fate rosolare l’aglio in camicia con un filo d’olio, aggiungete il fusto, e lasciate cuocere a fuoco basso per qualche minuto.
Aggiungete se necessario un po’ d’acqua, e lasciate cuocere fino a quando il fusto non sarà tenero.
Salate, pepate e aggiungete un pizzico di curry; con l’aiuto di un minipimer frullate il composto fino ad ottenere una crema liscia e omogenea, aggiungendo se necessario un altro po’ d’acqua.
Portate a bollore in un pentolino l’acqua per sbollentare le cimette dei broccoli, aggiungendo un pizzico di bicarbonato; cuocetele per pochi minuti, lasciandole croccanti e una volta scolate raffreddatele in acqua e ghiaccio per bloccarne la cottura.
Dopo aver deliscato i tranci di salmone, cospargete la polpa con i semi di chia, e in una padella antiaderente, cuocete a fuoco medio il salmone con un filo d’olio solo dalla parte della pelle.
Lasciate cuocere fin quando la pelle non sarà diventata croccante, e terminate la cottura in forno preriscaldato a 170gradi per circa 5 minuti.
Il salmone dovrà risultare quasi crudo al cuore, in modo che rimanga umido e non stopposo.
Scaldate la salsa in un pentolino a fuoco basso, e condite le vostre cime con olio, sale e pepe, e se vi piace un po’ di timo tritato finemente;
Sul fondo del piatto ponete la vostra crema, adagiateci sopra il trancio di salmone e completate con qualche cimetta qua e là…
Bon appetit!!

Il costo per la realizzazione del piatto per 4 persone è di 11 euro circa.

Gnocchi di grano arso con broccoli e nocciole

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Ingredienti per 6 persone circa:
PER GLI GNOCCHI
500g di patate già bollite( possibilmente la varietà a buccia rossa);
75g di farina “00″;
75g di farina di grano arso;
1 uovo ;
Sale e pepe q.b

PER LA SALSA
1 cima di broccolo;
1 spicchio d’aglio;
1 filetto di acciuga sott’olio;
Sale e pepe q.b
100 G di nocciole tostate

Bollire le patate in abbondante acqua, stando attenti a non romperle durante la cottura.
La buona riuscita degli gnocchi dipende sopratutto da questo, perché le patate non devono assorbire molta acqua durante la cottura, ecco perché è preferibile utilizzare la varietà a buccia rossa, oppure sono ottime in questo caso le patate vecchie, che hanno già perso una parte di acqua al loro interno.
Una volta cotte(controllare la cottura infilando uno spiedino), scolare le patate, e pelarle; schiacciarle con uno schiacciapate, e impastare con le due farine, l’uovo, sale e pepe.
Ottenere un composto omogeneo e privo di grumi e suddividere l’impasto in filoni di circa 2 cm, e tagliare gli gnocchi della grandezza desiderata.
Gli gnocchi possono essere congelati, e cotti direttamente , senza farli scongelare.
Nel frattempo in abbondante acqua salata con l’aggiunta di un pizzico di bicarbonato(manterrà i broccoli di un verde brillante), sbollentate i broccoli precedentemente mondati e lavati.
Lasciate i vostri broccoli croccanti e scolateli in una padella dove avete fatto rosolare con un filo d’olio, lo spicchio d’aglio e il filetto di acciuga.
Cuocere gli gnocchi nell’acqua di cottura dei broccoli, saranno pronti quando saliranno a galla; scolateli e saltateli con i broccoli, mantecando con un filo d’olio è una macinata di pepe fresco.
Completate il vostro piatto con le nocciole tostate leggermente tritate.
Se non impazzite per gli gnocchi potreste sostituirli con delle orecchiette al grano arso o perchè no…un risotto!
Il costo complessivo del piatto per sei persone è di 2 euro circa… Bon appetit!

A proposito di broccoli

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Bentornati nel nostro blog!
I vari impegni natalizi mi hanno tenuto lontano dalla tastiera, vi chiedo scusa e mi impegnerò a scrivere più spesso!
L’idea è quella di proporvi una rubrica mensile in cui confrontarci su un ingrediente, e darvi qualche consiglio su come esaltarlo al meglio: seguiremo chiaramente la stagionalità dei prodotti, perché comprare i cetrioli a novembre sappiamo tutti che non è proprio il massimo.
Per il mese di Gennaio vi propongo un ingrediente snobbato e amato allo stesso tempo: i broccoli.

I broccoli fanno parte della famiglia delle crocifere, stessa famiglia di cavoli, della verza, e delle nostre amate cime di rapa.
Alcuni non sopportano l’odore di zolfo che infesta la casa quando cuociono i broccoli… a tutto c’è una soluzione!
Qualche goccia di succo di limone nell’acqua di cottura eviterà questo piccolo inconveniente.
Chi pensa poi, che la parte commestibile del broccolo sia solo la cima, sbaglia.
Il fusto può essere utilizzato, eliminando la parte esterna più legnosa e tenace, ed è molto utile per la preparazione di una crema, ad esempio, o può tornare utile per dei flan o tortini.
In questo modo avremo meno sprechi, e il vostro portafoglio vi ringrazierà.
Cuocete poco i vostri broccoli, in acqua bollente con un pizzico di bicarbonato (così manterranno un colore verde brillante) e raffreddateli in acqua e ghiaccio per bloccarne la cottura e lasciarli croccanti.
I broccoli si abbinano benissimo sia alla carne che al pesce, possono essere utilizzati sia per un primo che per un secondo, o perché no, anche per un antipasto.
Un primo semplicissimo e di effetto può essere creato abbinando ai broccoli leggermente sbollentati, delle nocciole salate (preparate saltando le nocciole in una padella antiaderente con un bianco d’uovo leggermente sbattuto, salate e infornate a 180 gradi per 5 min).
Potreste abbinarci anche una pasta integrale o di kamut, per quelli più attenti alle calorie. :-)
Con la crema di broccoli potete preparare dei gustosissimi flan, o utilizzarla per mantecare un risotto con le vongole, o con le cozze, o ancora per accompagnare un antipasto di carne come un roast beef ad esempio.
Le cime leggermente sbollentate sono perfette per completare un antipasto con il salmone affumicato e la rucola, o con dei gamberi scottati in padella con semi di sesamo e curry.
Splendido l’abbinamento con il basilico; per i più golosi una ricetta classica old style è sicuramente la terrina di broccoli gratinati con besciamella e parmigiano.
Infine vi consiglio di provarli in una carbonara di mare…
Spero di avervi dato qualche dritta!

Bon appetit! ;-)

Leggende metroculinarie


La nonna non ha sempre ragione

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Italia, paese di santi, poeti, navigatori e creduloni.
Nel nostro Bel Paese, sono molto usati e a volte crediamo davvero, ai cosiddetti metodi della nonna.
Molto spesso si tratta di consigli, partiti da non si sa chi, che sono così ben radicati e seguiti da farci credere che siano veri e fondati.
Il “mia nonna e mia madre fanno così” vale più di qualsiasi spiegazione scientifica e siccome la cucina è anche (o prima di tutto) chimica, negli anni molti accorgimenti si sono rivelati infondati.
Il tappo di sughero nella cottura del polpo: credo che questa sia la falsa credenza più fondata, in quanto negli anni , molti chef con cui ho lavorato utilizzavano questo piccolo accorgimento credendo nelle proprietà magiche del sughero. Il sughero non fa nessuna magia, e utilizzare il tappo nella cottura del polpo non serve assolutamente a niente. Si è sempre creduto a questo perché molti anni fa, i pescatori impegnati a largo nel loro lavoro, legavano spesso i tentacoli del mollusco ad un tappo di sughero, durante la cottura, semplicemente per facilitare il recupero dello stesso dall’acqua bollente. Negli anni a seguire si è sempre pensato che lo si facesse per intenerire le carni del polpo, ma non è così, e ci sono altri accorgimenti per ottenere un polpo morbido. Prendete il polpo dalla testa e immergete i tentacoli nell’acqua di cottura bollente, per tre-quattro volte finché non vedrete i tentacoli arricciarsi. Causerete uno shock termico che farà intenerire il vostro mollusco.
- Zucchero bianco vs zucchero di canna: sentiamo molti consigli sull’utilizzo dello zucchero di canna, addirittura si pensa sia molto più salutare dello zucchero raffinato. Non è affatto così, in quanto entrambi gli zuccheri sono ottenuti dalle stesse piante, barbabietola o canna da zucchero, hanno le stesse proprietà nutritive, lo stesso potere calorico; l’unica cosa che li differenzia è il trattamento di purificazione che subisce il saccarosio, a cui vengono sottratti alcuni residui come la melassa, e viene semplicemente chiarificato. Lo zucchero di canna, estratto principalmente dall’omonima pianta,mantiene le sue impurità perché sono più gradevoli al palato rispetto all’estrazione dalla barbabietola ed ha solo un gusto un po’ più amarognolo dato dalla presenza di melassa e da altre sostanze.Tranquilli, lo zucchero bianco non è veleno.
- La sigillatura della carne: quando cuociamo un pezzo di carne, sopratutto una tagliata o un arrosto, lo facciamo rosolare da tutti i lati, pensando che questo procedimento aiuti la “sigillatura” della stessa, evitando la fuoriuscita di liquidi, mmm…certo. Non è così, in quanto la carne raggiunte determinate temperature inizia a denaturarsi. Non voglio annoiarvi con il processo chimico ma in base alla grandezza del pezzo e sopratutto al tipo di carne (maiale, vitello, manzo, etc.), man mano che la temperatura aumenta, la carne cambia colore, consistenza e le proteine al suo interno si trasformano; questo permette la fuoriuscita dei succhi, che non verrano di certo fermati dalla “sigillatura”.
- Il cucchiaino nella bottiglia: se dopo un brindisi, la nostra bottiglia di prosecco, o per i più fortunati di champagne, dovesse rimanere aperta, come anche qualsiasi bottiglia di bibita gasata, infiliamo un cucchiaio nel collo della bottiglia, credendo erroneamente che questo aiuti il gas a rimanere all’interno…falso. Il gas contenuto nella bottiglia quando è chiusa è attaccato alle pareti di questa e “riposa” in mancanza di aria (ossigeno), stando quindi sotto pressione. Nel momento in cui apriamo la nostra bottiglia, le molecole di anidride carbonica vengono a contatto con l’ossigeno e per loro natura tendono ad andare verso l’alto, fuoriuscendo dal collo (ecco perché sentite il pizzichio, se avvicinate la bottiglia appena aperta alle labbra). Il vostro cucchiaino non vi aiuterà a tenerle dentro, perché c’è aria all’interno della bottiglia che aiuterà il gas a fuoriuscire. Se non avete una pompetta per estrarre l’aria, trasferite il liquido rimasto in una bottiglia più piccola cercando di riempirla il più possibile e chiudete con un normalissimo tappo. Non sarà come appena aperto, ma neanche completamente sgasata.
- I coltelli di ceramica: negli ultimi anni è esplosa la moda dei coltelli in ceramica, credendo che evitino ad esempio l’ossidazione di alcuni alimenti, soprattutto le verdure. Il processo di ossidazione è determinato dal contatto di alcuni enzimi presenti negli alimenti che una volta tagliati vengono liberati ed entrano in contatto con l’aria, processo che sicuramente non viene fermato dall’utilizzo di un coltello in ceramica. I coltelli in ceramica hanno altre caratteristiche: innanzitutto sono belli da vedere (sarà per questo che è scoppiata la mania?), le lame mantengono meglio l’affilatura, non assorbono odori, e sono molto delicati.

Quando vi consigliano o vi dicono di fare in un determinato modo ponetevi solo una domanda….perché?

A presto.

Sapore di mare (consigli pratici da portare sotto l’ombrellone)

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Aspettata, agognata, cercata. Finalmente la bella stagione dopo qualche capriccio è tornata.
La prima cosa da fare?
Mare, mare, mare e ancora mare!!!
Finita l’era delle parmigiane, della pasta al forno, delle grigliate e dei panini con la peperonata (purtroppo), oggi siamo tutti un po’ più attenti a cosa portare da mangiare sotto l’ombrellone, preferendo cibi leggeri e ipocalorici, aspettando con ansia l’happy hour delle sei e darci dentro con gli spritz!
In questo post vorrei darvi qualche pratico consiglio su cosa potreste mangiare in spiaggia sotto il sole cocente.
Banditi i cibi caldi, almeno per i meno audaci, insalate di riso e di pasta fanno da padrone.
La classica insalatona di riso può essere sostituita dal riso venere o thai, dai sapori più profumati e aromatici, oppure da orzo e farro perlati, riscoperti in cucina negli ultimi anni.
Provate poi ad aggiungere al classico condimento un bel pesto di basilico, o della scorzetta di limone, renderete la vostra insalata più appetitosa e meno triste.
Sconsiglio vivamente la maionese, sotto il sole di agosto potrebbe causare allucinazioni.
Alternativa all’insalata di riso potrebbe essere quella di pasta, la classica pasta fredda.
Provate a condirla con del patè di olive nere, basilico, pomodorini, ricotta fresca o anche della mozzarella.
Evitate formaggi molto stagionati, non sono l’ideale con il caldo estivo, potrebbe passarvi la voglia di aprire la borsa frigo, fidatevi.
Se siete pazzi di insalatone potreste provare un appetitoso mix di frutta e verdura: melone, ananas, kiwi, finocchi, indivia, conditi con della scorzetta di limone, olio, sale e pepe; e se avete la possibilità aggiungeteci qualche gambero bollito velocemente… estasi!
Un’altra idea fresca fresca: immaginate una bella insalatina composta da gamberi, melone, rucola, e zenzero…
…anche le patate bollite possono tornare utili, con una classicissima e sempreverde insalata nizzarda composta da patate, fagiolini, pomodori, olive nere, uova sode e tonno in scatola. Un po’ pesante ma per la penichella sotto l’ombrellone sarà vostra alleata.
Provate anche a condire le vostre patate con capperi, olive nere, prezzemolo tritato e per chi gradisce della semplicissima simmenthal (brrr).
Ai gourmet consiglio invece della carne salada o della bresaola.
Evitate di condire le vostre insalate, soprattutto quelle a foglie, sin dal mattino, altrimenti all’ora di pranzo avranno un aspetto tutt’altro che invitante, perché saranno completamente ossidate dal sale, dall’ aceto (o limone) e avranno subito una lenta cottura sotto il sole, nonostante siano stipate nelle vostre meravigliose borse frigo.
Un ultimo consiglio: portate con voi dei condimenti monodose, o preparate a casa una salsina con cui condire le vostre insalate. Niente panico, è semplicissimo!
Olio, limone o aceto (se volete anche quello balsamico va benissimo) sale, pepe: con il vostro mixer frullate tutto e mettete la salsina in una bottiglietta che porterete con voi.
Se non avete il minipimer potete ottenere lo stesso risultato mettendo tutto nella bottiglietta e agitando bene prima dell’uso. Unico accorgimento, fate sciogliere il sale nell’acido che andrete ad utilizzare(aceto o limone), in quanto il sale e insolubile in una base grassa(olio).
Se siete fan del limone come me, potete aggiungere alla pozione magica qualche goccia di salsa di soia, mentre se siete temerari e amate il piccante un po’ di worchester sauce…
Buona estate!!!

L’ingrediente segreto

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Rieccoci!
Scusate se abbiamo abbandonato il blog per un po’, ma i vari impegni non ci hanno permesso di poter scrivere con una certa frequenza.
Non possiamo promettervi che non accadrà più, ma cercheremo di essere più presenti!
Oggi vorremmo parlarvi di un argomento che ci sta molto a cuore, e che da un certo punto di vista racchiude tutto il nostro mondo, o meglio ne è il centro.
Sentiamo spesso parlare di ingredienti segreti, del “chissà cosa ci mette per farlo venire cosi buono”; la frase che ci rivolgono più spesso è: ”avrai sicuramente qualche trucco o un ingrediente speciale per farlo venire cosi!”.
La risposta è che in cucina non ci sono ingredienti segreti, o meglio, ce n’è uno solo: la passione.
I più romantici potranno chiamarlo anche amore, ma alla fine è la stessa cosa.
La passione, nel mondo della ristorazione e non solo, è fondamentale; è il punto di partenza, è ciò che ti permette di affrontare qualsiasi situazione, qualsiasi momento, positivo o negativo, è ciò che ti fa svegliare la mattina con un sorriso grande così.
La passione è il rinunciare al sabato con gli amici, alla domenica al mare, all’uscita con il partner, a “Natale con i tuoi”, a “Pasqua con chi vuoi”, a Ferragosto, la passione è “non posso perché devo lavorare”, la passione è sopportare 15 ore di lavoro, i clienti più puntigliosi, le giornate storte, quelle in cui nel tuo locale non entra nessuno, lo svegliarsi presto la mattina e andare a letto tardissimo semplicemente perché l’ultimo tavolo al sabato sera se la prende troppo comoda, perché domani è Domenica. (Certo, non per me!)
Ho conosciuto padri che non si sono goduti i propri figli, perché quando vanno via la mattina loro dormono ancora e quando tornano la sera, loro dormono già.
Tutto questo però lo affronti con voglia, energia e con un sorriso grande così, e non perché sei un egoista, semplicemente perché ti piace.
Sì, ti piace quello che fai, in maniera smisurata; sai che tutto questo farà parte del gioco, e non ti importa, perché ti fa star bene, lo ami, e quando ami qualcosa o qualcuno, ti va bene tutto, anche il lato peggiore.
Dedichi tutto te stesso a quello che fai, senza risparmiarti, senza remore, perché questo lavoro ti prende l’anima, e non esiste nient’altro, o almeno diventa la tua priorità, uno dei punti fermi nella tua vita.
Spesso ti porta a star lontano da casa per un tempo indefinito, e ti mancano amici, famiglia, affetti, ma va bene così!
Se un cliente si lamenta di una portata, la notte non riesci a prender sonno, perché ti chiedi dove hai sbagliato, e pensi alle possibili soluzioni.
Il cliente, diventa il tuo giudice: il tuo boia, o il tuo salvatore.
Vuoi essere sicuro che nel 99% dei casi non si potrà lamentare, controlli ogni portata che torna in cucina, e guai se ne ha lasciato un boccone, perché lui ti dirà che era pieno, ma tu non ci crederai mai fino in fondo.
Punti alla perfezione, sempre, niente deve essere lasciato al caso, perché speri che tutto questo un cliente lo noti: la voglia che ci metti nel preparargli da mangiare, nel servirlo.
Vorresti esplodere mostrando tutto quello che hai dentro: dentro quel piatto c’è tutto te stesso!!!
La soddisfazione per un complimento fatto per l’ottimo cibo, per il servizio perfetto ma anche quella per il sorriso di un cliente che pagandoti ti ringrazia, perché l’hai fatto star bene, ti rendono la persona più felice del mondo, e pensi che magari tutti questi sacrifici valgano qualcosa.
Ci reputiamo molto fortunati, perché il nostro lavoro è la nostra passione, ed è questo che auguriamo a tutti.
Un buon modo per essere veramente felici.
A presto.

La cucina è DONNA

8marzo

Ebbene sì, la cucina è donna.
Innanzitutto il sostantivo è femminile, come moltissimi termini culinari.
A parte questa banale considerazione, fermatevi un attimo; se vi chiedo di pensare alla parola cucina, cosa vi viene in mente? Esatto!
Pensiamo alla cucina di casa, e lì immaginiamo nella maggior parte dei casi nostra madre affaccendata a preparare dei piatti succulenti.
Poi si sa: la cucina della mamma è insostituibile!
C’è sempre quel sapore, quel profumo, quel non so che, che noi cuochi (uomini) non riusciamo a raggiungere. Sarà il cosiddetto ingrediente segreto?
È anche vero che se pensiamo alla cucina nell’ambito ristorativo, ci vengono in mente solo i grandi chef (uomini), o comunque immaginiamo sempre il sesso “forte” dietro ai fornelli.
Il mondo della ristorazione, in particolare quello della cucina, è senza dubbio un mondo “maschio”, nel senso che fisicamente è sicuramente un lavoro pesante, logorante, e forse anche per questo negli anni si sono sempre affermati più uomini che donne.
Anche se negli ultimi anni molti chef donne si sono affermate nell’ambito dell’alta ristorazione, come ad esempio Nadia Santini, Antonia Klugmann, Iside De Cesare, Loretta Fanella e tante altre, che con caparbietà e sacrificio, cercano di imporsi in un mondo prettamente maschile.
Però se ci pensiamo un attimo, il punto di partenza credo sia uguale per tutti.
Si parte dalla cucina di casa, dal vedere le nostre nonne, mamme, sorelle, affaccendarsi dietro ai fornelli, con ricette più o meno creative, o tramandate di generazione in generazione.
Lo spunto, l’input, ci arriva sempre da lì.
Dai ricordi che abbiamo, da quella cosa che “come la fa la mia mamma non la fa nessuno”.
Da quei sapori che a volte ci sembrano banali, consueti, ripetuti, ma che se analizziamo per bene sono fatti da accostamenti sorprendenti.
Pensate alla “brasciola” della domenica, tipica pugliese.
Buona, buonissima, ma sicuramente per molti è di routine.
Analizziamo gli ingredienti: carne (di cavallo), pomodoro, prezzemolo, lardo, uva passa, pecorino, aglio (o cipolla), e qualcuno osa con della scorzetta di limone.
In questo piatto ci sono dei sapori nettamente contrastanti tra loro, ma se amalgamati in maniera sapiente diventano qualcosa di unico; se ci dovessi provare non mi avvicinerei mai al sapore che mia nonna prima, e mia madre poi, riescono a mettere in questo piatto.
Credo anche che il palato e l’olfatto femminile siano da sempre più sviluppati di quelli maschili, perché sono molto più propense a odorare, assaggiare, cercare nuovi sapori, profumi etc.
L’8 marzo si festeggia la Donna, e che ci piaccia o no, uomini, va celebrata!!!

“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.”

William Shakespeare

Senza di loro, nulla avrebbe senso.
A presto.

Fate l’amore con il sapore!

labbra_peperoncinoGiovani, anziani, signore e signori anche per quest’anno S.Valentino è arrivato!!
Amato, odiato, aspettato, dimenticato è il giorno in cui molte coppie vanno in crisi; dove andare a cena? Come sorprendere il proprio partner? Con effetti speciali o no?
Cuoricini, orsacchiotti peluche di ogni genere la fanno da padrone, ma ogni anno tutti, innamorati o meno, si pongono la stessa
domanda: che fare??
Quest’anno poi c’è di mezzo la crisi, la disponibilità economica per molti è diminuita, e fare un regalo o portare fuori a cena la propria ragazza sembra ancor più difficile.
Io una soluzione ce l’avrei…organizzate una cena a casa!
Non mi guardate così, niente di più semplice, solo qualche piccolo accorgimento.
Innanzitutto via i genitori, se abitate ancora con loro, vi organizzate con una bella spesa (non per forza ostriche e champagne), e vi mettete all’opera.
Ormai tutti sappiamo che c’è una lunga lista di ingredienti afrodisiaci: mandorle, zenzero, ostriche, peperoncino, cioccolato, avocado, semi di zucca, banane, frutti di mare. Sono solo alcuni dei tanti ingredienti che possono aiutarvi a rendere speciale una sera, come anche l’aglio…ok quello forse non lo usiamo, troppo rischioso per una cena romantica.
Si ma cosa?
Mantenete la calma. L’avocado ad esempio si presta bene con molti tipi di pesce. Crostacei in particolare.
Anche le mandorle possono essere abbinate ad un semplice branzino al vapore, magari leggermente tostate; se ci aggiungete lo zenzero poi…mmm!
Il cioccolato è ideale per un dessert: mousse, semifreddi, tortini, usatelo come volete farà il suo effetto, soprattutto se abbinato al peperoncino, o anche allo zenzero.
Lo zafferano, altra spezia dalle proprietà magiche, può tornarvi utile per un primo, un classico risotto alla milanese, abbinato a delle cozze, vongole, o semplici verdure, mantecato con un buon pesto di basilico, fidatevi, vi farà fare la vostra porca figura.
Questo è un consiglio che do soprattutto ai maschietti: siate voi a cucinare!
Non vi spaventate; vi posso garantire che se cucinate per una donna guadagnerete tanti, ma tanti punti.
Non ho mai capito il perché, ma un uomo ai fornelli eccita la donna più di…non lo so, ma la eccita, è un dato di fatto.
Per quella sera prendetevi cura della vostra donna, coccolatela, sorprendetela, vi ringrazierà a suo modo! ;-)
Oppure ancora meglio, potreste cucinare e preparare la cena insieme.
Al suo arrivo stappate subito il vino, una buona playlist, una rosa, e se il vino farà il suo effetto… beh, chi se ne frega della cena!!!
Mangiate con le mani, è un gesto molto eccitante.
Questo è un buon modo, secondo me, di rendere speciale una serata romantica.
Ultimo consiglio: non aspettate S.Valentino per rendere speciale una serata, per sorprendere la vostra donna, ogni giorno dell’anno può essere quello giusto, e allora si, sarà una sorpresa.
A presto Innamorati e non…….